Dicono di noi
Siamo orgogliosi di presentarvi le recensioni che sono uscite sulla nostra trattoria:
- Barsotti a Marzabotto di Luigi Cremona
- Buongiorno Prato di Stefano De Biase - La Nazione Prato
- Che lecca lecca di polipo su finocchi a Marzabotto di Paolo Trevisani - La Repubblica
- Trattoria Barsotti di Clara Barra - Gambero Rosso
- Le guide de l'Espresso: I ristoranti d'Italia 2012
- Touring Editore: Alberghi e Ristoranti d'Italia 2012
- Il Gambero Rosso: I ristoranti d'Italia 2012
Luigi Cremona
"Alle spalle un apprendistato da Paracucchi e poi altre esperienze in giro, tra le quali perfino i Fratelli Roca a Girona, per poi finire a Marzabotto dove Lorenzo Barsotti, ancora giovanissimo, aiutato dal fratello e dalla compagna cerca di proporre una cucina tosco romagnola di buona qualità e di grande convenienza. Una cucina tranquilla, non ambiziosa, calibrata con prudenza sul circondario, ma crediamo che con il tempo uscirà fuori il bagaglio tecnico che già fa capolino in qualche ricetta. Trattoria Barsotti a Marzabotto."
3 Dicembre 2010 - www.porzionicremona.it
Buongiorno Prato
Stefano De Biase
"Esportare i sapori della tradizione culinaria pratese in Emilia Romagna, ricreando quell'atmosfera familiare tipica della Prato di un tempo". Protagonisti di questa brillante idea sono stati i fratelli Barsotti, Francesco e Lorenzo, pratesi doc, che hanno aperto da oltre un anno una trattoria-enoteca a Marzabotto, un piccolo comune di circa seimila abitanti in provincia di Bologna. Una scelta che unisce la grande passione per i vini toscani di Francesco e l'invidiabile esperienza culinaria di Lorenzo, che nel suo curriculum può contare importanti esperienze professionali anche da "Paracucchi", "Pepe Nero" a Prato, "Grand hotel terme di Saturnia" e dai fratelli Roca a Girona in Spagna. "I pratesi sono amanti della buona cucina, vivendo in una terra ricca di alimenti ricercati e d'alta qualità - raccontano i fratelli Barsotti - ma hanno perso quell'abitudine, ancora tipicamente presente a Bologna, di ritrovarsi nelle trattorie e nelle osterie, dove godersi la vita davanti ad un piatto creativo e ad un buon vino"...
16 Dicembre - La Nazione Prato
Che lecca lecca di polipo su finocchi a Marzabotto
Paolo Trevisani
La prima impressione è di entrare in un vecchio bar di paese, guardando gli infissi, l’opaca palladiana del pavimento e il bancone in legno. Accomodatici, sulle pareti gialle notiamo in bella mostra, alternati a foto della Marzabotto di un tempo, diversi attestati di famosi ristoranti che testimoniano l’esperienza dello chef toscano. Sui tavoli, informali tovaglie quadrettate, l’una diversa dall’altra. Sopra alte mensole, accatastate in piramidi, bottiglie di vino. Alla carta una serie di portate sfiziose che cambiano mensilmente, ma a pranzo è previsto anche un menu per chi desidera sfamarsi con qualità a prezzi da mensa (penne al ragu, pomodoro o all’arrabbiata a 3 euro). Notevole la carta dei vini, che privilegia Toscana e Piemonte, ma non si dimentica di Francia e Spagna e ha ricarichi altalenanti. Ben presentati, giungono in ordine: lecca lecca di polpo su finocchi brasati (8 euro), nome ludico per due ottime crocchette tonde ripiene di polpo, con uno stuzzicadenti che funge da bastoncino, garganelli alla farina di castagne e ragù di faraona (12), filetto di branzino in crosta di patate con spinaci saltati (14 euro) e patate al cartoccio (3 euro). Tutto buono. Esemplare l’esecuzione della morbida e gustosa guancia di vitello lardellata con crema di patate (15 euro). Troppo avanzata la cottura della tarte tatin di mele con vellutata di Calvados (5 euro). Il caffè, in capsula, è mediocre (1 euro). Il servizio a pranzo è garantito dallo stesso chef che si divide tra sala e cucina, con inevitabili rallentamenti e latitanza ai tavoli. Bevande escluse, alla carta sui 40 euro, menu di lavoro sui 10 euro.
16 Dicembre 2010 - La Repubblica
Trattoria Barsotti
Clara Barra
Anima toscana sui colli bolognesi. Siamo nelle alture tra Emilia e Toscana, nel centro di Marzabotto in un locale gestito da due fratelli: Francesco e Lorenzo Barsotti, uno in sala e l'altro ai fornelli. Ambiente semplice, senza
pretese, dove si respira aria famigliare e il menu offre spunti interessanti. Sia per la cucina di pesce che per
quella di terra. Sfizioso il lecca lecca di polpo su finocchi brasati, così come la millefoglie croccante di baccalà mantecato e il petto di anatra Canette di Barberie con salsa di mele fuji caramellate e suo ristretto. Passando ai primi piatti: buoni i passatelli asciutti con dadolata di gallinella e cappone. di mare, i tortellacci ripieni di faraona con cipollotto fresco e guanciale, o il toscanissimo coccio di ribollita. Se in menu c'è anche l"'elogio a Firenze" (rosetta di pane con lampredotto di San Lorenzo) o la bistecca di chianina, si torna nel territorio con il salmerino di Corno alle Scale con castagnaccio e salsa al rosmarino, o il piccione (petto, coscia e ala). Ancora pesce nel "black and white" di pescatrice con spicchi di carciofi confit e I'ombrina con arance candite è salsa di patate viola. Fra i dessert tarte tatin alle mele, vellutata di Calvados e gelato
alle spezie e il soufflé di rosa con salsa ai lamponi. Carta dei vini interessante, servizio informale.
Settembre 2011 - Gambero Rosso

